23 febbraio 2013

Anima, Tempo, Memoria, Identità. Parole semplici e complesse, chiare e oscure, per sé e nelle loro relazioni. E’ difficile trovarne altre che più di queste appaiono familiari e ricorrenti nel linguaggio quotidiano, e insieme strane, inquietanti, ardue ad intendersi.

Questo il tema che il Lions Club Gubbio Host ha inteso affrontare il 23 febbraio scorso con il Convegno “Memoria e Identità”, tenutosi nel suggestivo scenario dell’antico refettorio della Biblioteca Sperelliana, di fronte ad un nutrito e qualificato pubblico. Relatori il filosofo Raniero Regni, l’antropologo  Piergiorgio Giacchè, lo psicologo Aldo Stella e lo scrittore Giovanni Battista Sandonà. I lavori si sono aperti con una proiezione di tracce di identità della memoria fissate in foto che raccontano pezzi di vita della città di Gubbio. Foto a colori eseguite dal socio Raoul Sbianchi quelle attuali, mentre in bianco e nero – dall’archivio del socio Roberto Brunamonti – quelle che per fissare meglio il ricordo attraverso tutto il ‘900 raccontano di una Gubbio ormai scomparsa.

A tale proposito, il presidente Brischi ha commentato l’iniziativa benefica del Calendario fotografico Lions 2013, il cui intento non è stato solo sollecitare ricordi e nostalgie ma anche la consapevolezza della nostra identità attraverso il recupero mnemonico di usi, costumi e situazioni particolari di Gubbio e dintorni.

Al saluto dell’Assessore alla Cultura Marco Bellucci sono seguiti  gli interventi dei relatori

che, con un’accurata disamina, hanno ripercorso i tortuosi sentieri della memoria, fra le antiche mnemotecniche e le attuali risorse ermeneutiche. Per decenni, o per secoli, non abbiamo trovato una teoria plausibile che ci spiegasse cos’è la memoria.  Si tratta di immagini scolpite in qualche punto specifico del nostro cervello, o forse di files digitali, archiviati come in un computer? Niente di tutto questo. La memoria sembra essere qualcosa di più complesso, che coinvolge la coscienza e porzioni specifiche del cervello ma anche il cervello nel suo insieme, attraverso un processo di ricostruzione attiva dei ricordi, che cambiano giorno per giorno. Si è poi approfondito il concetto di come la memoria si faccia identità individuale e storia collettiva, fascino e minaccia, legittimazione e conflitto. Considerato poi che recuperare il passato, rivivere eventi ed emozioni, nella costruzione morale degli individui così come delle collettività può essere uno dei compiti più dolorosi, gli esperti, attraverso riflessioni colte, testimonianze e ricordi personali, hanno cercato di capire se ci siano cose che abbiamo il dovere di ricordare e altre che invece dobbiamo dimenticare, se può davvero la memoria condivisa valere a fondare o a rafforzare il sentimento identitario di una comunità e se esista insomma un’etica della memoria. Infine, nella metamorfosi della memoria contemporanea cambiano i luoghi del ricordare, come cambia il territorio che è luogo di partenza e di ritorno, è base per la competizione e cooperazione del moderno villaggio globale, è luogo di commistione di valori immateriali e risorse tangibili. E’ trama di saperi tradizionali e di innovazione, da ripercorrere rispettando la coralità degli interpreti delle politiche locali. Sapendo individuare la vocazione di un luogo e il giusto pubblico.

macchinafotografica