Lo scorso 1 dicembre 2012 è stata tenuta a battesimo, nella splendida sala Trecentesca di Palazzo Pretorio, la I edizione del Premio Umanistico “Onor d’Agobbio” che ha visto lavorare di concerto il LC Gubbio Host, il LC Gubbio Piazza Grande, il Comune di Gubbio, la Fondazione Mazzatinti e l’Associazione Maggio Eugubino.

PREMIO UMANISTICO “ONOR D’AGOBBIO”

 

Tutti insieme quali fondatori di una manifestazione culturale che da subito ha rivelato la sua finalità racchiudendo nella frase di presentazione, “Il valore e l’utilità della memoria”, il concetto chiave della sua stessa istituzione: valorizzare le forme espressive della cultura e dell’arte, coniugando riflessione e pensiero creativo con l’intelligenza del fare. E proprio quel “Sapere e saper fare”, espressione molto cara anche al mondo lionistico, è stata un sorta di faro che ha illuminato il viaggio nell’affascinante mare della poesia, della saggistica e della narrativa. Andando oltre, giacché l’esplorazione culturale del Premio si è insinuata anche laddove conoscenza e passione permettono il certosino lavoro di chi ogni giorno, spesso fuori dai riflettori, opera di cesello per arricchire di vera qualità il patrimonio intellettuale dell’Umanità.  E’ per questo che al premio è stato dato l’evocativo nome di “Onor d’Agobbio” quale richiamo a quell’Oderisi da Gubbio, uno dei massimi miniatori italiani del XIII sec., che nell’ XI Canto del Purgatorio Dante così apostrofò: “Non se’ tu Oderisi, / l’onor d’Agobbio e l’onor di quell’arte/ ch’alluminar chiamata è in Parisi?”. Così, nel panorama culturale di oggi si ricercano gli echi artistici e umanistici di quella lontana maestrìa come ad accomunare tutte le eccellenze che tali sono e restano nella loro essenza, fuori dallo svolgersi di ogni tempo.

Ad Angelo Ferrante è stata intitolata la sezione dedicata alla Poesia. “Letterato molisano – ricorrendo alle parole del Presidente del LC Gubbio Host che fortemente ha voluto tale intestazione – , poeta lirico e morale dal mite sorriso….che ha affidato alla sua opera il compito di custodire i valori della memoria e di restituire senso alla dignità umana”. Presidente onorario dell’ apposita commissione è stata Maria Luisa Spaziani, esponente di prim’ordine del mondo letterario, amica del premio Nobel Eugenio Montale, affettivamente legata a Gubbio nella cui Biblioteca Comunale sono custoditi titoli importanti del suo fondo personale. Tra i partecipanti, di età compresa tra i 16 e i 30 anni, dieci sono stati i finalisti provenienti da tutte le regioni d’Italia: Matteo Bonci, Federico Carle, Davide Rocco Colacrai, Pamela di Mambro Dario Fassone, Alessio Emanuele Fiorucci, Federico Pietrobelli, Gregorio Tenti, Socrate Toselli,e Laura D’Onghia, venticinquenne bergamasca, la vincitrice con la poesia “Alcuni”. Citando le parole della poetessa Anna Buoninsegni, socia del LC Gubbio Piazza Grande, a nome dell’intera giuria, “c’è nei loro versi una forza evocativa talvolta acerba e meritevole di crescita, ma capace comunque di avvincere, un dettato non banale, l’apertura di un cammino tra esperienze personali e storie di tutti raccontate.”

Il “Concorso nazionale Serendipity per la Saggistica”, nella seconda sezione, ha visto scegliere la giuria tecnica tra cinque titoli di grande interesse: “Il sole sorge a Sud. Viaggio contromano da Palermo a Napoli via Salento” di Marina Valensise (2012, Marsilio); “L’ottava tavola” di Massimo Capacciola (2011, TMM Editore); “L’epistemica, il nulla e l’arte” di Giacinto Plescia (2010, Montedit); “Due atei, un prete e un agnostico. Pranzo a casa Darwin” di Federico Focher (2012, Il Prato); “Sono un bullo, quindi esisto. I volti della violenza nella ricerca della felicità” di Margherita Chiarughi (2012, Franco Angeli).  Il Premio è stato assegnato Marina Valsenise, giornalista che lavora al “Foglio” dal 1996 e ha scritto per testate come “Panorama”, “Il Giornale”, “Io Donna”, il settimanale “A” e “Vanity Fair”.

La sezione dedicata alla Narrativa è stata contrassegnata da una caratteristica che ha reso il Premio Onor D’Agobbio per certi versi innovativo e di notevole impatto: il vincitore è stato designato da una giuria popolare di 40 lettori che hanno votato per così dire “in diretta”, inserendo la propria preferenza in busta chiusa in una apposita urna, proprio sotto gli occhi del folto pubblico intervenuto.

Dalla iniziale selezione di oltre 25 titoli, una giuria tecnica composta da nomi del mondo della scrittura e della critica letteraria, della ricerca universitaria, del giornalismo e della scuola, la scelta si è concentrata su 5 finalisti. “Vita e morte di un ingegnere” di Edoardo Albinati (Mondadori); “La stazione termale” di Ginevra Bompiani (Sellerio); “L’attimo in cui siamo felici” di Valerio Millefoglie (Einaudi); “Il senso dell’elefante” di Marco Missiroli (Guanda); “Un giorno arriverò” di Silvana Mossano (Salani). Il Premio è stato assegnato a Silvana Mossano, giornalista piemontese del quotidiano La Stampa, già autrice di alcuni racconti e, nel 2010, di “Malapolvere” in cui racconta il dramma del mal d’amianto che ha ucciso nella sua Casale Monferrato e nel mondo.

L’Onor D’Agobbio ha poi esteso il suo viaggio, e non poteva essere diversamente, ai protagonisti del Sapere e del Saper Fare, aprendo le porte della cultura d’impresa, delle arti visive e della comunicazione sociale, della ricerca scientifica e della formazione. La scelta è ricaduta, per questa edizione 2012, su due personaggi che, ognuno nella sua sfera culturale ed operativa, ha testimoniato e testimonia l’eccellenza della laboriosità e del sapere della terra umbra.

Antonio Marinelli, Presidente della Banca di Mantignana e di Perugia Cred. Coop. Umbro, per aver esaltato il “made in Umbria” mettendosi al servizio della comunità locale in una prospettiva globale ed esaltando l’importanza dei valori umani nella cultura d’impresa e per aver saputo inoltre coltivare, con assiduità e competenza, fruttuose relazioni con la sua terra, in una salda integrazione tra economia e sviluppo sociale.

Prof. Gian Mario Bilei, fabrianese di madre eugubina, docente dell’Istituto Nazionale di Fisica nucleare di Perugia. Ha partecipato con altri fisici provenienti da 38 paesi del mondo, alla progettazione e alla costruzione dei rivelatori di particelle presso il CERN di Ginevra. Equipe cui si deve una delle più importanti scoperte degli ultimi decenni, il cosiddetto “bosone di Higgs”, detta “particella di Dio”. Dunque un protagonista del panorama scientifico mondiale che anche attraverso l’insegnamento riesce a trasmettere non solo la cultura ma soprattutto la propria passione per la scienza.

Un appuntamento, quello del Premio Umanistico “Onor d’Agobbio”, che il LC Gubbio Host e il LC Gubbio Piazza Grande, procedendo all’unisono con l’Amministrazione comunale e le maggiori associazioni locali, coltiveranno con passione e convinzione facendo eco ad uno dei nobili Scopi lionistici……. ”partecipare attivamente al benessere civile, culturale, sociale e morale della comunità”